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titolo Socialismo tricolore
autore Antonio Alosco
collana Coralli
formato 13x22
pagine 288
prezzo 18,00
ISBN 9788883466441
   
 
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il libro

Questo libro ricostruisce e analizza tematiche del tutto inedite – tranne qualche accenno
frugale – nella storia del socialismo italiano: quelle del rapporto con la Nazione, inserite
nelle vicende più generali della storia d’Italia. Non a caso esso porta il titolo di Socialismo
tricolore. In queste pagine si riprendono le origini di tale assunto, che partono dalle utopie
risorgimentali, che hanno avuto in Garibaldi e Pisacane i loro progenitori più prestigiosi.
Essi, però, impegnati nel progetto prioritario e inderogabile dell’Unità d’Italia, ponevano
il problema sociale in prospettiva lontana.
Il socialismo nazionale come partito venne realizzato all’inizio del secolo scorso da Bissolati
e Bonomi con la fondazione del Partito Socialista Riformista e da tutti quei movimenti
e personalità similari, che l’autore segue con puntualità storica, che ebbero implicazioni
importanti anche a livello governativo. L’evoluzione del socialismo venne affiancata da
quella sindacale della CGL, che ebbe in Rigola il suo principale alfiere. Negli stessi anni il
socialismo nazionale realizzò una significativa esperienza – con tutti i suoi caratteri particolari
e circoscritti – nella città di Fiume, dovuta a Gabriele d’Annunzio e all’emanazione
quale documento basilare della Carta del Carnaro, la costituzione criticata ed esaltata.
In queste vicende sia del PSRI che dei Legionari fiumani, si è inserito il ruolo (nel primo
caso trascurato) del Mussolini-giovane, che dialogò in modo profondo con entrambi i movimenti.
In una certa continuità con Fiume, l’autore evidenzia gli aspetti sociali del regime
corporativo in Italia durante il Ventennio.
Antonio Alosco ricostruisce in modo puntuale e autentico del tutto inedito – al di là delle
memorie di alcuni protagonisti – la seduta del Gran Consiglio del fascismo del 24-25 luglio
1943; ricostruzione consentita all’autore dalla scoperta di un prezioso documento, che
può assurgere a Verbale della storica riunione, in mancanza del Verbale ufficiale con appunti
relativi distrutti da alcuni gerarchi (Scorza-Buffarini Guidi) dopo l’arresto di Mussolini.
In tale ambito, nell’elaborazione dell’ordine del giorno Grandi, approvato in maggioranza
in quel consesso storico, si è evidenziato il ruolo non certo secondario del Ministro
della Giustizia De Marsico, finora ignorato. Inoltre si sono ricostruite le successive, subdole
manovre di Senise, capo della Polizia, per la riuscita del colpo di Stato, mai finora rilevate
in modo autentico. In tale contesto temporale si è ripristinato il reale valore e la reale dimensione
del fuoriuscitismo antifascista del fenomeno partigiano.
Infine un tentativo di socialismo nazionale venne ripreso in tempi recenti da Craxi, tentativo
però mal riuscito.

l'autore

Antonio Alosco, docente di storia contemporanea, è autore di diversi libri. Tra i più recenti,
Radicali, Repubblicani e Socialisti a Napoli e nel Mezzogiorno tra Otto e Novecento, 1996; Il Partito d’Azione nel Regno del Sud, 2002; I nemici del popolo. Vittime meridionali dello stalinismo in America e in Russia, 2011; Gabriele d’Annunzio socialista. Un percorso sconosciuto nell’inimitabile vita del Poeta, 2014; Cento anni del blocco popolare a Napoli durante la grande Guerra, 2016.
Ha scritto inoltre molti saggi di storia contemporanea su numerose riviste di prestigio – si
ricordano Nord e Sud di F. Compagna, Nuova Antologia di Spadolini, Prospettive Settanta e
l’Acropoli di G. Galasso
–, soprattutto su Storia contemporanea (Il Mulino), diretta da Renzo
De Felice, di cui è stato per molti anni collaboratore. Ha curato la pubblicazione degli scritti politici di Francesco De Martino in quattro volumi e collabora agli Annali dell’Istituto Ugo La Malfa. È autore di alcune voci per il Dizionario Biografico degli Italiani (Enciclopedia
Treccani).
Le sue opere sono reperibili in molte biblioteche italiane e straniere, soprattutto americane.



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