Graus Editore su Facebook Graus Edito re su Twitter Graus Editore su Tumblr Graus Editore su Pinterest Graus Editore su Linkedin Graus Editore su Google+ Graus Editore su YouTube
 
Nessun evento disponibile
grauseditore grausproduction grauseventi

titolo La pietra bianca
autore Michele Prisco
collana I Segnacoli
formato 19 X 13
pagine 80
prezzo 11,00
ISBN 88-8346-048-0
   
 
VIDEO AUDIO WEB CARRELLO CHIUDI

Gli inizi di uno scrittore sono, per molti versi, insondabili, nè più nè meno - del resto - di tanti altri aspetti e momenti della vita, e della vita morale e spirituale ancor più.

 

 

                                                                                                             Prefazione di Giuseppe Galasso

il libro
Quattro racconti inediti, dagli anni '40 fino a un più recente registro stilistico, dove la nitidezza del linguaggio, il gesto morbido dello stile, rappresentano una lezione di scrittura indimenticabile. Una narrativa al di fuori del tempo, dove ogni storia e personaggio restano indelebilmente impressi nella memoria.

Il testo, pubblicato in Italia nel 2003, assume un valore particolare trattandosi dell´ultima opera dello scrittore e giornalista di Torre Annunziata, morto proprio nel 2003, in concomitanza con la pubblicazione dei racconti. In terra iberica il libro ´La pietra bianca´ e´stato pubblicato ed è diventato ´La piedra blanca´, con la traduzione di Alfonso Prats Menseguer ed per i tipi di Ediciones Antigona.
Prisco con il volume ´La pietra bianca´ si propone di indagare i labirinti della sfera umana cercando in essi una morale universale.

l'autore

Nato e cresciuto a Torre Annunziata in un ambiente borghese che poi costituirà lo sfondo dei suoi libri. Si laurea in giurisprudenza e supera anche gli esami di procuratore legale, ma alla carriera di avvocato preferisce quella di giornalista e scrittore.

Nel 1942 viene pubblicato sul mensile del Corriere della Sera, la lettura, il suo primo racconto, Gli alianti. Prima di partire militare collabora con la Gazzetta del Popolo di Torino e anche durante i lunghi mesi passati sul fronte prosegue il suo percorso di formazione grazie a commilitoni, in seguito divenuti amici di una vita, come gli scrittori Gino Montesanto, Mario Pomilio e il pittore Enrico Accatino. Alla fine del conflitto riprende l'attività giornalistica collaborando con varie testate, sia quotidiane che periodiche.

Nel 1949 pubblica il suo primo libro, La Provincia addormentata, che gli vale la medaglia d'oro per l'opera prima al Premio Strega di quell'anno. L'anno successivo Gli eredi del vento gli frutta il Premio Venezia per l'inedito.

Nel 1951 si sposa e si trasferisce a Napoli, città che ama e in cui vivrà fino alla morte.

Negli anni 60 è, con Mario Pomilio, Domenico Rea, Luigi Incoronato, Gianfranco Venè e Leone Pacini Savoj, tra gli animatori della rivista letteraria "Le ragioni narrative" di cui sarà anche direttore. Continuò anche il suo impegno giornalistico come critico cinematografico e letterario e per un decennio ricoprì la carica di vice segretario del Sindaco Nazionale Scrittori.

È stato uno scrittore molto prolifico e apprezzato sia dal pubblico che dalla critica che ne amò subito lo stile ricco e pastoso. E anche il cinema lo scoprì, dando vita a una fortunata versione cinematografica del libro Una Spirale di nebbia.

Nei suoi primi libri Prisco descrisse la borghesia partenopea, con tutte le sue debolezze e i suoi limiti, fra cui l'incapacità di proporre per Napoli alternative concrete a una situazione di stagnazione sociale e economica che ne impediva lo sviluppo. Successivamente lo scrittore, pur continuando a sviscerare il mondo delle classi medie della sua città, cercherà di inglobare nella sua analisi anche i ceti più popolari, senza però mai introdurre nei suoi romanzi quelle connotazioni macchiettistiche e di folklore che saranno tipiche di gran parte della letteratura napoletana del dopoguerra.

Lo scrittore amava trascorrere le vacanze nella villetta di Vico Equense, da lui chiamata affettuosamente «la casarella».

Nel 1996, vince il Premio Cimitile, con l'opera "Il Pellicano di Pietra" (Rizzoli).

È morto a Napoli il 19 novembre 2003.



rassegna stampa
Articolo tratto da Corriere del Mezzogiorno del 27/03/2011
Articolo tratto da City e Roma del 28/01/2011