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titolo Il ritorno di Cornelio Gallo. Il papiro di Qasr Ibrm venticinque anni dopo.
autore Mario Capasso
collana Papirologia
formato 14 x 21
pagine 192
prezzo 30,00
ISBN 978-88-8346-045-6
   
 
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L'idea di andare a rileggere il papiro latino contenente versi elegiaci comunemente attribuiti a Gaio Cornelio Gallo (PQasr IbrÎm 78-3-11/1=LI/2; MP³ 2924.1; LDAB 0574, d'ora in poi P14), primo prefetto di Alessandria e di Egitto, è nata da una delle diverse conversazioni che ho avuto con l'amico Paolo Radiciotti a proposito del PHerc 817, contenente resti del così detto Carme Sulla battaglia di Azio. Era appena uscito l'articolo di Franz Brunhölzl su «Codices Manuscripti», che, con molta leggerezza ed assai scarsa conoscenza delle vicende della papirologia ercolanese, metteva in dubbio l'autenticità di questo che è uno dei rotoli più studiati dell'intera collezione della Villa attribuita ai Pisoni.

Da Introduzione

Il recupero del papiro di Cornelio Gallo: perchè, come, quando e dove. 

il libro

Il frammento di rotolo con i versi elegiaci attribuiti a Gaio Cornelio Gallo fu rinvenuto nel 1978 a Qasr Ibrim, nell’Egitto meridionale, da una Missione Archeologica anglo-americana, patrocinata dall”Egypt Exploration Society. Il ritrovamento di quello che è legittimamente considerato quanto rimane del libro latino più antico a noi pervenuto costituisce una delle acquisizioni più importanti della Papirologia del secolo scorso. Ben presto del frammento di Qasr Ibrim si persero le tracce, nonostante l’imponente bibliografia che su di esso veniva via via prodotta: solo poche persone ebbero il privilegio di averlo tra le mani; tutti gli altri si sono basati sulle fotografie accluse all’ editio princeps. Dopo che, a venticinque anni dalla sua scoperta, il papiro è stato localizzato, recuperato, restaurato ed esposto in una teca all’interno della sala 29 del Museo Egizio del Cairo a cura del Centro di Studi Papirologici dell’Università di Lecce, oggi tutti possono ammirarlo e vederlo. Questo libro espone la vicenda del recupero del frammento ed i risultati di una nuova lettura autoptica e, al tempo stesso, riesamina alcune delle principali questioni storiche, letterarie e bibliologiche che esso pone. In un contributo finale, Paolo Radiciotti ne esamina la fenomenologia grafica.

l'autore

Mario Capasso è professore ordinario di Papirologia nell’Università degli Studi di Lecce. Da circa trent’anni è impegnato nello studio dei papiri ercolanesi quali fonti per la storia della filosofia e del libro antico. Conduce ricerche su papiri greci letterari e documentari di provenienza egiziana, con particolare interesse per gli aspetti sia testuali sia bibliologici e paleografici. Ha promosso il Corpus dei Papiri Storici Greci e Latini. Ha fondato e dirige il Centro di Studi Papirologici ed il Museo Papirologico dell’Università degli Studi di Lecce. È Presidente Onorario del Centro Internazionale di Studi Borgiani. Gli è stato attribuito, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, il Premio Ciaia-Schena 2004 per le sue ricerche papirologiche. Dirige le Riviste “Papyrologica Lupiensia” (1992), “Studi di Egittologia e di Papirologia” (2004), “Scripta” (2006), e le collane “Biblioteca degli Studi di Egittologia e di Papirologia”, “Syngrammata”, “La Memoria e l’Antico”, “Gli Album del Centro di Studi Papirologici”. Dal 1993 al 2003 è stato Codirettore della Missione Archeologica Congiunta delle Università di Bologna e Lecce a Bakchias (Fayyum, Egitto). Dal 2004 insieme con Paola Davoli è Direttore della Missione Archeologica dell’Università di Lecce a Soknopaiou Nesos (Fayyum, Egitto). Dirige inoltre il Restauro dei Papiri del Museo Egizio del Cairo e dell’Università di Ain Shams del Cairo ed ha restaurato i Papiri del Museo Archeologico di Bologna e dell’Università di Liegi. Dal 2007 è Presidente dell’Associazione Italiana di Cultura Classica.



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