Fare libri è un’arte e una passione che si perpetua da secoli. Un’arte, una passione, ma anche un’autentica disciplina, dove la selezione degli scritti e delle opere segue precisi criteri e procedure che portano al prodotto finale: il libro, un completo nutriente di idee per chi lo pubblica e chi lo legge. Perché pubblicare libri è anche nella convinzione che l’evoluzione di ogni civiltà passi attraverso le opere che ne scandiscono le epoche, e perché sfogliare un libro rende una giornata migliore e costruirlo, pagina dopo pagina, rende migliore una vita intera.
Un libro vive e fa vivere, come l’uomo suo artefice, in simbiosi. Perché come disse il poeta e scrittore francese Paul Valery, i libri hanno gli stessi nemici dell'uomo: il fuoco, l'umido, le bestie, il tempo e il loro stesso contenuto.
Recita un vecchio proverbio americano che un libro può essere importante tanto quanto una battaglia. Una battaglia spesso combattuta tra due tipi di letterati, chi studia per conoscere e chi per essere conosciuto. Noi, pur nella freschezza della nostra storia, ci siamo già ampiamente schierati a favore dei primi.
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